Crisi pensione: gli italiani rivoluzionano i risparmi e la previdenza complementare
Il Futuro della Pensione: Una Preoccupazione Crescente per gli Italiani
Sempre più Italiani stanno rivendendo l’asset allocation dei propri investimenti in vista della pensione. Questo è un segnale chiaro: oltre il 60% degli investitori ritiene che i contributi previsti dagli attuali modelli statali saranno inadeguati a garantire una vecchiaia soddisfacente nel periodo post-lavorativo. La crescente preoccupazione è confermata dal fatto che oltre il 25% degli investitori è preoccupato che le proprie entrate durante la pensione possano risultare insufficienti per mantenere un uguale stile di vita.
Comportamenti Concreti: Più Risparmio per la Previdenza
In risposta a queste legittime preoccupazioni, gli italiani hanno già realizzato dei comportamenti concreti. Il 25% utilizza il reddito a disposizione per incrementare i risparmi ai fini della pensione, una percentuale decisamente più alta rispetto al 15% di cinque anni fa. Continuano a destinare ai risparmi accumulati specificatamente per la pensione il 15% del reddito disponibile, una percentuale decisamente robusta. Inoltre, solo il 5% degli investitori segnala come prima priorità di spesa per il proprio reddito disponibile le spese “accessorie” come vacanze o automobili, in calo rispetto al 12% di cinque anni fa.
Previdenza Complementare: Una Crescita Ancora Cauta
Crescono, seppur di poco, le sottoscrizioni alle forme pensionistiche complementari. Alla fine di settembre 2024, la crescita rispetto alla fine del 2023 è pari all’1,9%, sebbene continui a essere inferiore rispetto a cinque anni fa. Rispetto alla fine del 2023, nei fondi negoziali si registra il miglior incremento (2,8%), con le percentuali maggiori riscontrate nel fondo destinato ai lavoratori del settore edile e nel fondo rivolto ai dipendenti pubblici. Per i PIP “nuovi”, il totale delle posizioni è in aumento dell’1,2% sempre rispetto alla fine del 2019.
Rendimenti e Vantaggi dei Fondi Pensione
Valutando i rendimenti su orizzonti più propri del risparmio previdenziale, essi restano nel complesso soddisfacenti nonostante la recente crisi. Infatti, il rendimento medio dei fondi pensione regionali degli ultimi 10 anni è stato pari al 4%. Per confronto, il TFR che i lavoratori hanno scelto di lasciare in azienda ha avuto una rivalutazione del solo 2%, cioè esattamente la metà. Le linee di investimento sono classificate in base agli strumenti finanziari che vengono acquistati, rilevabili nella Nota informativa del fondo e sono riconducibili alle seguenti categorie: garantite, obbligazionarie, bilanciate e azionarie.
I fondi pensione si differenziano da tutte le altre forme di risparmio o investimento perché caratterizzati da uno scopo legislativamente predeterminato e vincolante: aderendo a una forma pensionistica complementare, quanto viene accumulato e risparmiato persegue finalità prettamente previdenziali.
L’importanza di Informazioni Chiare e Consapevolezza
Un altro aspetto interessante è che i risparmiatori, in fatto di previdenza, sono piuttosto esigenti, innanzitutto rispetto alla qualità e all’adeguatezza delle informazioni, considerandole fondamentali per compiere scelte consapevoli. Questo è particolarmente vero a fronte della problematicità del futuro pensionistico e di conseguenza dell’importanza che assume un risparmio finalizzato.
Le informazioni ritenute più importanti sono quelle relative alle garanzie offerte dallo strumento di risparmio e ai costi applicati. I costi sono senz’altro una variabile essenziale in un investimento di lungo periodo come quello in un fondo pensione.
Tuttavia, quasi un quarto degli investitori in età lavorativa non è convinto di mettere da parte una somma sufficiente per la pensione. La ragione è che ci sono molti elementi e parecchie variabili che intervengono nelle decisioni riguardanti i risparmi pensionistici.
Ostacoli alla Pianificazione Pensionistica
In particolare, a preoccupare sono due prospettive. La prima riguarda una fetta importante di risparmiatori, per la quale i repentini cambiamenti normativi su come si dovrebbe risparmiare per finanziare la propria pensione li induce a non risparmiare in vista di questo periodo di vita. Il secondo dato riguarda una minore consapevolezza delle proprie necessità che induca i risparmiatori a pianificare in modo più deciso l’accantonamento dei propri risparmi ai fini pensionistici, considerando anche le buone aspettative di rendimento.
Francesco Megna
Esperto di Finanza ed Economia
