Quel “Genio Ribelle” dell’ IA

L’intelligenza artificiale è il futuro della consulenza finanziaria, oltre le opportunità è importante conoscere le responsabilità.

L’intelligenza artificiale (IA) non è più una suggestione futuristica, ma una realtà concreta che sta trasformando in profondità il mondo bancario e, in particolare, il ruolo dei consulenti finanziari.  Se da un lato l’adozione di tecnologie intelligenti promette efficienza, personalizzazione e nuove modalità di relazione con i clienti, dall’altro solleva interrogativi etici, occupazionali e normativi che non possono essere trascurati. 

Con uno sguardo positivo, ma realistico, da operatore del settore con oltre 27 anni di esperienza, proveremo a capire i principali impatti dell’IA nel settore, con un focus su consulenti finanziari e dipendenti bancari.

IA e Consulenza: un’accelerazione inevitabile

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Secondo uno studio di Accenture, l’adozione dell’IA nel settore bancario può incrementare la produttività tra il 22% e il 30%, con un aumento del 6% dei ricavi e del 3% della redditività. Ecco spiegato perché in qualunque Banca, oggi si parla di AI, soprattutto oggi dove, i tagli del numero di Filiali sono stati fatti e queste percentuali di produttività a due cifre, è difficile ottenerle in modi diversi da quelli oggi già utilizzati.

L’intelligenza artificiale rappresenta quindi una leva strategica per migliorare l’efficienza operativa, ridurre i costi e offrire servizi sempre più personalizzati.

Per i Consulenti Finanziari, questo significa disporre di strumenti evoluti in grado di analizzare grandi moli di dati, non solo sui mercati, ma e soprattutto, su come comprendere il comportamento del Cliente, prevedere tendenze di mercato e proporre soluzioni su misura. 

L’IA non sostituisce il Consulente, ma ne amplifica le capacità, consentendo una relazione più profonda e mirata.

La rivoluzione dell’esperienza Cliente

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Uno dei maggiori vantaggi dell’IA è la possibilità di offrire un’esperienza al Cliente più efficiente, fluida e personalizzata. Il Cliente oggi pretende tempistiche bancarie veloci e fruibili, ricordiamoci che oggi il Cliente ragiona per confronti in settori diversi e ad esempio, la tracciabilità e la consegna nonché il pagamento ad esempio su Amazon diventa uno standard culturale a cui non vuole rinunciare anche se si tratta di denaro e investimenti. Chatbot intelligenti, assistenti virtuali, sistemi di riconoscimento vocale e analisi predittive stanno già trasformando il modo in cui i Clienti interagiscono con le Banche, ma non sono sufficienti.

Questo processo è biunivoco ed è l’altra faccia della medaglia, impatta sul lavoro dei Consulenti, che possono ora beneficiare di report automatizzati, dashboard predittive e alerts personalizzati, migliorando tempi di preparazione, aggiornamenti, l’efficienza e la qualità della complessiva del servizio della Consulenza.

Come sulle piattaforme di e-commerce, nel momento in cui il Cliente fa una ricerca, quel tipo di oggetto viene ripreso e ripresentato più volte, non possiamo quindi escludere che anche questo avvenga nel settore bancario, e come tutte le cose, questo metodo avrà vantaggi e svantaggi, di certo dovrà cambiare la proposizione commerciale del Consulente per meglio soddisfare quei “bisogni latenti”, suggerendo in modo proattivo soluzioni d’investimento e servizi adatti, accettando anche una certa indipendenza tra Cliente e Consulente a favore di Cliente e piattaforma Banca.

Per comprenderlo in maniera semplice, si pensi all’evoluzione dei biglietti aerei.

Per chi ha un po’ di capelli grigi, come il sottoscritto, ricorda bene il tempo che occorreva nel recarsi presso un’agenzia di viaggi, cercare la tratta e fare il biglietto.

Oggi, tutti facciamo i biglietti on line usiamo le App per confronti di prezzo, ed infine chiediamo all’AI di organizzare l’itinerario del nostro viaggio di 2 gg in una città, specialmente se viaggiamo magari con la famiglia e i figli che hanno preferenze diverse o problematiche alimentari.

Per dirla in maniera diversa:

abbiamo un l’algoritmo per tutto ma dobbiamo imparare meglio come usare il “prompt” più adatto e dettagliato, tale da avere la risposta più corretta e personalizzata dalla AI.


Le ombre dell’IA: rischi e critiche da affrontare

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Il Consulente che si ostinerà a non cambiare, non sarà molto diverso dall’agenzia di viaggi che faceva solo biglietti aeri!

Non mancano tuttavia anche altre voci critiche. 

L’adozione dell’IA comporta anche rischi importanti: algoritmi poco trasparenti possono generare decisioni discriminatorie, specialmente nella valutazione del merito creditizio come ampiamente presentato in ambito dell’agendadigitale.eu. 

Il cosiddetto rischio di “black box” è reale e deve essere affrontato con adeguate politiche di governance algoritmica.

Un altro punto dolente riguarda la sicurezza informatica. L’IA può essere utilizzata anche in ambito criminale, ad esempio per sofisticare gli attacchi informatici contro le banche, aumentando le vulnerabilità.

Capacità di cambiamento, trasparenza e formazione saranno le nuove sfide

Affinché l’IA diventi un alleato e non una minaccia, è necessario affrontare in modo deciso i temi sopra citati. 

Le Banche e i Consulenti devono poter spiegare ai Clienti come vengono prese le decisioni automatizzate, garantendo equità, inclusività e rispetto della privacy.

La formazione diventa quindi un pilastro fondamentale. 

I Consulenti devono acquisire nuove competenze digitali, ma anche sviluppare un pensiero critico in grado di affiancare e controllare le decisioni algoritmiche. 

Non basta saper usare gli strumenti: serve comprenderli.

L’approccio vincente non è quello che contrappone uomo e macchina, ma quello che ne valorizza la sinergia. 

L’IA può sollevare il Consulente dalle incombenze più ripetitive, liberando tempo e risorse per l’ascolto, la relazione umana, l’empatia. In questo senso, la tecnologia può favorire un ritorno all’autenticità nella relazione con il cliente, trasformando il lavoro del Consulente in chiave ancora più umana e relazionale. 

Conclusioni: un’opportunità da cogliere con responsabilità

L’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità per il settore bancario e per tutti i professionisti della consulenza finanziaria. Ma come ogni innovazione potente, richiede consapevolezza, responsabilità e visione strategica.

Occorre un nuovo patto tra tecnologia e persone, in cui l’IA diventi uno strumento al servizio del valore umano, e non il contrario. 

Per chi saprà abbracciare questo cambiamento, le opportunità sono enormi: più efficienza, più qualità, più relazioni, più fetta di mercato. 


L’intelligenza artificiale non sostituirà i Consulenti migliori. Li renderà semplicemente… più intelligenti.

 

Come direbbe Sean in Will Hunting – Genio Ribelle: “puoi sapere tutto sull’arte, conoscere ogni dettaglio di Michelangelo… ma non saprai mai che odore c’è nella Cappella Sistina, se non ci sei mai stato.”

Ecco, l’esperienza umana, l’empatia, il contatto autentico, la capacità di creare intimità con il Cliente, restano l’essenza insostituibile di questa Professione. 

L’IA può aiutare a potenziare tutto questo, ma non potrà mai sostituirlo.

«Se ti chiedessi sull’arte, probabilmente mi citeresti tutti i libri d’arte mai scritti.

Michelangelo, sai un sacco su di lui: vita, opere, aspirazioni politiche, lui e il papa, le sue tendenze sessuali, tutto quanto, vero?

Ma scommetto che non sai dirmi che odore c’è nella Cappella Sistina. Non sei mai stato lì con la testa rivolta verso quel soffitto meraviglioso, non hai mai visto tutto questo.

Se ti chiedessi sulle donne, potresti darmi un compendio delle tue preferenze: potresti anche aver scopato qualche volta, ma non saprai mai cosa si prova a svegliarsi accanto a una donna e sentirti veramente felice.

Se ti chiedessi sulla guerra, probabilmente mi getteresti Shakespeare in faccia: “Ancora una volta sulla breccia, cari amici!”. Ma non ne hai mai sfiorata una. Non hai mai tenuto in braccio il tuo migliore amico, vedendolo esalare l’ultimo respiro con uno sguardo che ti cerca e ti implora anche solo con gli occhi.

Se ti chiedessi su Dio, probabilmente mi citeresti una marea di versetti: ma non hai mai guardato una donna che ami veramente negli occhi, non sei mai stato davvero umiliato fino a sentirti piccolo, ma grato di sapere che un altro essere umano ti ama a tal punto da condividere tutto con te, anche se conosce tutto di te.

Non sai cosa si prova a essere il suo angelo, a sentire che Dio ha messo un angelo sulla Terra solo per te e potresti essere salvo solo grazie al suo amore. Non sai cosa si prova a essere lei quell’angelo.

Hai paura di amare, Will.

Sei solo un ragazzo e hai il mondo in pugno. Ma non osi afferrarlo.»

Giuseppe Pavia
Il presente materiale è prodotto da Giuseppe Pavia, inscritto presso l’Albo OCF Italia in data 08/04/1998, Certificato EFPA Italia – European Financial Planning Association -Livello EFA- dal 05/07/2005 ed associato ANCP Associazione Nazionale Consulenti Patrimoniali dal 2020

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